Prendiamo le giuste precauzioni con l’assicurazione casalinghe

assicurazione-casalinghe_miniL’assicurazione casalinghe non è altro che una polizza obbligatoria contro gli infortuni domestici: la sua introduzione risale al 1999, in seguito all’entrata in vigore della legge numero 493, all’interno della quale vengono specificate le caratteristiche che le casalinghe (ma naturalmente anche i casalinghi) devono possedere per sottoscrivere la polizza. In particolare, tale assicurazione è destinata a tutti coloro che non hanno alcun tipo di rapporto di lavoro subordinato e che svolgono lavori domestici a tempo pieno, uomini e donne indifferentemente, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Le attività casalinghe devono essere eseguite a titolo totalmente gratuito nella propria abitazione, in maniera esclusiva e continuata.

Come può essermi utile?

In pratica, lo scopo dell’assicurazione casalinghe è quello di offrire una protezione completa contro gli infortuni più frequenti che possono capitare in casa a chi si occupa di lavori domestici. L’importo annuale è di 12 euro e 91 centesimi, mentre il pagamento, che può essere effettuato su Internet o usando un bollettino postale, non può essere rinviato oltre il 31 gennaio di ogni anno.

Anche se molti non lo sanno, questo tipo di polizza è obbligatorio per tutti i soggetti indicati in precedenza: possono ricevere la copertura assicurativa, ma sono esonerati dal pagamento dei 12 euro e 91 centesimi, coloro che hanno un reddito familiare totale non superiore a 9296 euro e 22 centesimi all’anno e coloro che hanno un reddito personale inferiore a 4648 euro e 11 centesimi all’anno. Si tratta, come si può intuire, di soggetti che possono godere di un reddito molto basso, per i quali è direttamente lo Stato a pagare il premio assicurativo. Per usufruire di questo beneficio è sufficiente presentare una autocertificazione all’Inail e farne richiesta.

Quali rischi copre

Ma quali sono i rischi coperti dalla polizza? Il soggetto che in seguito a un infortunio occorso in casa subisce una invalidità permanente non inferiore al 27% può usufruire di una rendita vitalizia, mentre nel caso in cui un incidente in casa provochi la morte dell’assicurato gli eredi hanno diritto a ricevere una somma equivalente al danno biologico, che viene corrisposta direttamente dall’Inail. Per quel che riguarda la rendita vitalizia, essa aumenta progressivamente con l’aumentare dell’invalidità: chi deve fare i conti con una invalidità del 27% ha diritto a 166 euro e 79 centesimi ogni mese, mentre chi deve fare i conti con una invalidità del 100 % ha diritto a 1158 euro e 33 centesimi ogni mese. Nel caso della morte, poi, oltre alla liquidazione del danno agli eredi viene anche erogato un assegno per il funerale, per un valore di 1725 euro.

Cosa tenere sempre a mente sulle assicurazioni casalinghe

Per quanto concerne i pagamenti, chi non li effettua entro i termini stabiliti è tenuto a pagare gli interessi di mora. D’altro canto, chi non sottoscrive tale polizza non ha diritto ad alcun tipo di polizza assicurativa nel caso in cui rimanga vittima di un incidente in casa. Va detto, inoltre, che la polizza non copre nemmeno gli incidenti che avvengono sul tragitto tra l’abitazione del soggetto e i luoghi in cui egli si reca per fare commissioni (per esempio per andare a fare la spesa).

È davvero utile?

Ci si potrebbe interrogare, a questo punto, su quanto l’assicurazione casalinghe possa essere davvero utile: è bene evidenziare, sotto questo punto di vista, che la somma da pagare ogni anno è decisamente bassa, e quindi vale la pena non rinunciare a tale diritto. D’altra parte, va anche sottolineato come la norma non sia sempre perfettamente chiara, oltre al fatto che è sconosciuta a molti. Un’inchiesta di poco tempo fa del quotidiano Italia Oggi ha reso noto che sono solo 1 milione e 595mila (circa) gli iscritti alla previdenza obbligatoria per le casalinghe: numeri decisamente in calo rispetto a qualche anno fa (è stato calcolato, addirittura, che nel giro di otto anni siano andati perduti più di 1 milione e 100mila iscritti, con un incasso mancato per l’Inail di oltre 14 milioni di euro). Da notare, infine, che tra il 2001 e il 2012 all’Inail sono giunte oltre 16mila richieste di infortunio: tra tutte queste, però, meno di mille sono state accettate, e cioè in meno di mille casi (912, per la precisione, dei quali 42 avevano a che fare con vitalizi relativi a morti avvenute in casa) sono state concesse le rendite. Una situazione, quindi, che lascia diversi dubbi a molti consumatori e clienti.

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